Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Ottobre, 2018

Teatro e ritmo

Alternanza di tensione, pausa e rilassamento. Tutto ciò su cui si basa la nostra vita. Io respiro. Inspiro, aspetto, espiro. Tendo, mi fermo, rilasso Il mio cuore batte. Il muscolo si contrae e si rilassa, con pause più o meno lunghe a seconda di stato emotivo o azione compiuta dal corpo, ma comunque segue sempre. Tensione, pausa, rilassamento. E potremmo andare avanti. Tutte le azioni compiute nella nostra vita si basano su respiro e battito del cuore. Ovvero su tensione, pausa, rilassamento. E visto che il teatro è vita, allenandoci al ritmo, con i giochi del teatro ci stiamo in realtà allenando a vivere. A cercare il nostro proprio ritmo, quello interno, quello vero. A rallentare quando tutti corrono e andar veloci quando gli altri rallentano. A concentrarci sul respiro, sentire l’aria che entra, come un bicchiere d’acqua fresca. E poi lasciarla uscire, che tanto tra poco aria nuova entrerà. A trovare un ritmo su cui ballare, quando tutti intorno a noi camminano, e

Teatro terapia: nel silenzio

Nel laboratorio teatrale mi capita sempre più spesso di incontrare bambini definiti iperattivi, a volte dai loro genitori, sovente dalle maestre, più spesso dalle madri dei loro compagni. In realtà essere affetti da A.D.H.D., ovvero non riuscire a esercitare un buon livello di autocontrollo, oltre a tempi minimi di attenzione e concentrazione, non è poi così comune, e capita di etichettare un bambino particolarmente vivace o con difficoltà d'attenzione, in questo modo. E' pur vero però che le diagnosi o le facili etichette mi interessano relativamente e, qualora parliamo di un disturbo del genere, immaginiamo tutti un bambino che parla in continuazione, non ascolta, interrompe, non riesce a stare seduto composto, non mantiene lo sguardo su uno stesso oggetto o persona per più di un paio di secondi, fa in continuazione domande delle quali non ascolta le risposte. Un bambino irritante, insomma, difficile da gestire soprattutto se inserito in un gruppo o classe con altri bam

Teatro terapia: riempire lo spazio

Giovedì mattina ho lavorato con sei bambini di sette-otto anni affetti da ritardo di linguaggio, ipoacusia, ritardo cognitivo e iperattività. Tutti elementi che poi si riflettono negli apprendimenti scolastici, scatenando performance ridotte, quando non scarse, difficoltà d'attenzione, motivazione insufficiente alla letto-scrittura. Cominciamo a giocare, dunque. Giochiamo nello spazio, esploriamo, guardiamo, facciamo sì che diventi nostro, riuscendo a comandarlo e a gestire in esso il nostro corpo, non a esserne sopraffatti. Camminiamo nella stanza, riempiamo gli spazi vuoti. Esploriamo gli angoletti più nascosti, quelli dove non va nessuno. E quando al segnale convenuto ci dobbiamo tutti fermare, guardiamo noi stessi e gli altri nello spazio: abbiamo riempito tutta la stanza? O sono rimasti larghi spazi non occupati da nessuno, mentre siamo tutti vicini in pochi metri? Dopo un po' di questo gioco, i bambini ci provano gusto e riempiono lo spazio in maniera omogenea. Ogni