Perché il teatro non lascia niente come prima
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In una classe con cui ho appena iniziato a lavorare incontro Marina, la chiameremo così. Spesso persa nei suoi pensieri, siede scomposta sulla sedia e si sporge a borbottare chissà cosa alla ragazza accanto a lei. Con lo sguardo sfuggente, non si appassiona, non si lascia coinvolgere da alcunché. Mentre pian piano costruisco un rapporto con tutti i suoi compagni, lei continua a non guardarmi, non ascoltare, svolgere al minimo le attività proposte. Le docenti della classe mi rimandano lo stesso atteggiamento anche nei riguardi della didattica. Ma l’esperienza teatrale non può essere condotta così. Non è possibile che il teatro ci passi accanto senza lasciare un segno, un’impronta, senza farci conoscere qualcosa in più di noi stessi e degli altri, senza smuoverci dalla zona comfort e farci trovare il coraggio di percorrere almeno qualche passo lungo nuove strade. Così la invito a porsi più vicino a me. Le chiedo una maggiore dose di energia. Stimolo nuovi apprendimenti motori ed espressivi tramite l’imitazione delle mie azioni. Mi metto per prima in gioco sempre di più per coinvolgerla e suscitare una risposta da parte sua. In qualche breve attimo, riesco a intravedere qualcosa. L’espressività delle emozioni e il corpo in situazioni extra-quotidiane iniziano a operare, ed è come se qualcosa fuoriesca dalle crepe che si sono formate nel suo guscio protettivo. Marina mi guarda, finalmente, con occhi accesi di una luce nuova. Sorride quando riconosco che è effettivamente davvero brava quando vuole. E che, soprattutto, non deve accontentarsi, bensì ricercare il meglio, la bellezza, e (perché no) la felicità. Il teatro penetra nel profondo dell’essere umano; come una folata di vento che entra dalla finestra lasciata aperta, mette tutto a soqquadro, non lasciando niente com’era prima. Con forza o delicatezza, ci invita sempre a metterci in discussione, a cambiare, a scoprire nuove strade. Non toglie niente di quel che trova; semplicemente aggiunge, arricchisce, stimola, entusiasma. Permettiamogli di regalarci tutto questo. E, cosa ancor più importante, di farne dono a chiunque si avvicini all’arte scenica grazie a noi. Nessuno resta indifferente al teatro, mai.



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