Cosa vuol dire fare teatro?

Comincio un laboratorio teatrale con una nuova classe. Per conoscere i bambini, oltre al loro nome, chiedo a tutti se sanno cosa stiamo per fare.
Alcuni reagiscono con entusiasmo, esclamando: "Teatro!". "Benissimo", rispondo. "E cosa vuol dire secondo voi fare teatro? "
Ecco che i visetti si fanno improvvisamente seri, concentrati nello sforzo di trovare una risposta a questa mia strana domanda. Qualcuno timidamente dice qualcosa, qualcun altro ne ride. Spiego loro che tutto ciò che diranno andrà bene, che non ci sono risposte sbagliate a questa domanda. Anzi, sono tutte giuste. Non è come la matematica, in cui due più due non può fare diciotto.
Parla ancora qualcun altro, mentre la fronte aggrottata della bimba accanto a me mi comunica un intenso sforzo di ragionamento.
Cecilia Moreschi
"Ci sono!" Esclama a un tratto. "Il teatro è libertà". "Bellissimo", dico io. "E come hai avuto questa intuizione?".
"Facile", risponde. "Se in matematica due più due non può fare diciotto, ma invece a teatro sì, allora vuol dire che a teatro tutto è permesso. Che a teatro siamo liberi".
Una bambina di seconda elementare. Geniale.

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