Teatro ragazzi: metafore

All’interno del laboratorio teatrale, subito prima di iniziare un nuovo gioco, lo spiego con poche semplici parole, affinché sappiano cosa andremo a fare e che quel gioco sarà utile alla gestione dello spazio, all’espressività o magari alla prosodia.
Spesso l’utilizzo di metafore mi viene in soccorso per far comprendere anche concetti piuttosto complessi. Per esempio, prima di iniziare lo scioglimento corporale che prevede il lento movimento di ogni parte del corpo tramite rotazioni, dalla testa, al collo alle spalle e così via, mi sono trovata a raccontare loro che la figura umana è come la macchina di mamma o papà: è composta di tanti pezzi autonomi e con funzioni precise, tipo il freno, le ruote, i tergicristalli, e il tutto funziona solo quando tutti i componenti del motore sono in perfetta forma e si muovono tutti insieme. Come la mamma o il papà una volta l’anno portano la macchina dal meccanico per controllare che sia tutta a posto, ora anche noi faremo lo
Cecilia Moreschi
stesso con il nostro corpo: ne controlleremo pezzetto per pezzetto ( le sopracciglia si muovono? La bocca? I polsi? E i gomiti, come stanno?) e solo quando siamo certi che stiano bene e si muovano in ogni direzione richiesta, potremo cominciare ad avanzare nello spazio, inserendo le camminate.
Di metafore come questa se ne possono inventare a centinaia. Il nostro corpo è quindi un pezzetto di DAS che dev’essere manipolato e riscaldato prima di poter creare qualcosa di bello. Il nostro corpo è la classe al campo scuola, che sta ancora dormendo e pian piano dobbiamo svegliare tutti. E così via.
I ragazzi stessi, dopo qualche settimana in cui si sono divertiti ad ascoltare i vari esempi o le metafore che precedono di volta in volta il gioco o l’attività, spesso arrivano a inventarne di proprie, decontestualizzando l’accezione dell’esercizio che stanno per fare e inserendola in un nuovo ambito, dove però il suo intrinseco significato resta invariato.
In questo modo non solo li abituiamo alla profondità del pensiero, alla riflessione, al dialogo, ma a livello ancor più profondo li stiamo aiutando a compiere una trasposizione simbolica di immagini, tanto importante per ogni tipo di apprendimento. Immagini di forte e immediata carica espressiva, che accompagnano l’esperienza su un altro piano e la riportano indietro, subito prima di andare a viverla corporalmente.

Nessun commento:

Posta un commento