Teatroterapia: stare fuori, stare dentro

Il teatro è sempre un allenamento continuo a mettere da parte se stessi per fare spazio agli altri. Gli altri intesi come il personaggio da interpretare, l’attore che recita con te, il pubblico che sta di fronte a te. Chi fa teatro è inevitabilmente allenato a stare nello stesso tempo pienamente dentro se stesso e pienamente sull’altro.
Ma è impossibile stare fuori di sé in modo armonioso se non abbiamo imparato a stare in equilibrio dentro noi stessi. E non dentro di noi nel senso delle nostre emozioni, i nostri sogni o progetti, i desideri o i pensieri. Dentro il nostro corpo, i muscoli, le ossa, il sangue che scorre, il cuore che batte, il respiro che riempie i polmoni, lo stomaco che digerisce il cornetto. Ascoltiamoci.
Sentiamo il nostro corpo, sentiamo dove poggiamo il peso, sentiamo il punto di equilibrio. Sentiamo muscoli e articolazioni. Scopriremo di avere delle contrazioni inaspettate, di non respirare a fondo, di aggrottare le sopracciglia quando non ce n’è alcun bisogno. Impareremo a fare meno fatica, a utilizzare l’energia quando e dove serve. Impareremo che allentare le tensioni è un po’ come mollare la zavorra: andiamo più leggeri. E con maggiore leggerezza, sarà più facile accogliere l’altro, vederlo in tutta la sua interezza e costruire un rapporto con lui.

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