Teatro ragazzi: chiudiamo gli occhi

Cecilia MoreschiVediamo, guardiamo, osserviamo.
Grazie agli occhi abbiamo accesso a una gran quantità di informazioni: com’è fatto il naso della maestra, di che colore sono gli occhi di mamma, se il mio amico ha tagliato i capelli o li ha solo spuntati un po’.
Gli occhi ci dicono se il semaforo è verde e si può attraversare, se il mare è mosso ed è meglio non tuffarsi, se qualcuno ci si avvicina sorridendo o con aria minacciosa.
Eppure...
Eppure, talvolta, questa così importante vista non potrebbe essere d’impaccio invece che d’aiuto?
Del resto, diciamolo chiaramente, sta sempre in mezzo! E se ci informa di tutto ciò che accade attorno a noi, forse spesso fa sì che ci fermiamo alla superficie delle cose e non ci permette di
notare cosa si nasconde dietro, cosa c’è in profondità.
Ecco quindi che stamattina a un gruppo di bambini chiedo di immaginare una strada trafficata, che poi dovranno “fare finta” di attraversare, recitando solo con il corpo, senza usare la voce. Naturalmente siamo in uno stanzone vuoto, non c’è assolutamente nulla se non qualche sedia addossata alle pareti.
Giulio (nome fittizio) fa lo sciocco, non ascolta, la sua attenzione è tutta presa dall’osservare i colori sulla parete, i movimenti dei compagni seduti a mo’ di pubblico. Ha sentito sì le mie parole, ma non gli ha dato importanza più di tanto. Quindi gli chiedo di chiudere gli occhi e ripeto la descrizione della strada trafficata. Ecco che il suo corpo pian piano si rilassa, e sembra quasi di vedere la sua mente in movimento che freneticamente costruisce l’ambiente nel quale tra poco realizzerà la sua scena.
Apriamo gli occhi. Giulio è pronto. Sta davvero nella situazione, recita l’attraversamento della strada in maniera assolutamente credibile.
A volte dobbiamo essere un po’ pazzi e fare il contrario di ciò che la ragione ci suggerisce. E’ stato necessario chiudere gli occhi per “vedere” una cosa che non c’è. Proprio quel che ha fatto Giulio, creando dal nulla la strada, il caos, le macchine.
Quello che non c’è.
Ci sarà.
Se da qualche parte riusciremo a vederlo.

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